Il perfetto (ex) sconosciuto.Intervista a Francesco Titli

Il perfetto (ex) sconosciuto.Intervista a Francesco Titli

19 Novembre 2025 0 Di infotrial2020

Il 18 aprile 2025 va in scena a Nizza l’X-Trial delle Nazioni e tra le cinque squadre d’élite in gara, una schiera un ragazzo pressoché sconosciuto in ambito internazionale.

Accanto a Matteo Grattarola in maglia azzurra c’è infatti il diciottenne Francesco Titli, che fin dall’area training cattura gli sguardi.

Poi, in gara, conferma di non essere una comparsa: il piemontese mostra al Mondo il suo talento e da quel momento da carneade si trasforma in protagonista sia nell’Italiano che nel Mondiale, tanto da conquistare le ultime due tappe del campionato tricolore, vincere gli Internazionali d’Italia e ottenere una Top 5 al debutto nell’X-Trial.

Già, ma chi è Francesco Titli?

“Sono nato il 7 gennaio 2007 e vivo a Givoletto in provincia di Torino – dice con grande semplicità – mio padre è da sempre appassionato di Trial, sport praticato da molti nel mio paese.

Tuttavia, essendo in piena “era Toni Bou”, papà ha pensato che fosse giusto iniziare con la bicicletta. Anche mio fratello Simone correva nel Biketrial”.  


 
Tu desideravi la moto? 


“Eccome! Infatti quando a cinque anni i miei mi fecero trovare una Oset elettrica ero così felice che iniziai a girare per casa.

Però mio padre decise che io e Simone avremmo proseguito con la bici e la moto la usavo una volta a settimana”.  


In bicicletta hai vinto tanto, però un giorno sei passato alla moto.  
“In bici ho vinto nelle categorie dedicate ai più piccoli, senza validità tricolore. Nel 2018 giunsi quarto nella tappa del Mondiale in Repubblica Ceca ma nell’estate 2020 sono passato definitivamente alla moto”.

  
Quali difficoltà hai incontrato nella transizione? 


“Fortunatamente papà, quando ero piccolo, mi aveva insegnato a guidare con tecnica classica e addirittura nel naturale non sollevavo le ruote da terra”.  


 
Nel 2021 le prime gare e già nel 2022 hai stupito.
 

 
“Ricordo benissimo la prima vittoria di Pietramurata. Un risultato inaspettato perché poco prima delle verifiche avevo grippato la moto. Renato Chiaberto, importatore Sherco, mi ha dato la sua e ho vinto quella gara e poi il titolo TR3”.  


Nel 2023 hai fatto lo stesso in TR2. 


“Quando ho vinto il titolo TR3 ho ricevuto alcune proposte e sono passato a TRRS Italia. Così mi sono allenato ancora più duramente per ripagare la fiducia e alla prima gara ho chiuso terzo”.  


Poi quattro vittorie consecutive seguite da un brusco stop. 


“Sono andato in Spagna ad allenarmi da Adam Raga. Ho vinto le gare successive ma a Cortenova ho fatto un errore, mi sono infortunato e ho chiuso decimo”.

  
Fino all’epilogo thriller di Lazzate.  


“Complice il nervosismo, ho sbagliato l’ultima zona. Ero infuriato perché pensavo di aver buttato via la stagione, invece ho visto il team che festeggiava e ho realizzato che avevo vinto il titolo”.  


Il 2024, iniziato con alti e bassi, è finito con la vittoria nell’italiano Indoor a Eicma: da allora sei diventato un top rider, cos’è cambiato? 


“A inizio 2024 ho accusato il salto nella massima categoria: avevo molta paura di fronte agli ostacoli del Trial naturale.

Mi mancava la capacità di arrivare, guardare la zona e dire a me stesso – questa si può affrontare -.

Mi sono allenato sul naturale, però, correndo da privato, mi gestivo la moto e la manutenzione e questo non ha aiutato.

In ottobre sono tornato in TRRS, mi sono trovato subito bene con la moto e mi sono allenato tutti i giorni prima di Eicma”.  


Sei sempre molto tranquillo in gara e capita di vederti scherzare prima di entrare in zona: alleni anche questo? 


“Penso sia dovuto all’insegnamento di mio padre.

Come ogni genitore-figlio abbiamo un rapporto a volte un po’ burrascoso e, fin da piccolo, mi ha messo sotto pressione in allenamento.

Non pretendeva cose esagerate però, magari, mi diceva di compiere un passaggio diverso da quello che facevo e mi arrabbiavo.

Sembrerà banale ma mi ha aiutato mentalmente”.  


Da totale sconosciuto a protagonista dell’X-Trial: cosa provi? 


“Ho sempre guardato i video dell’X-Trial, penso di averli visti tutti.

Con gli amici di Rubiana ho sempre detto che il mio sogno sarebbe stato arrivare a correre nel mondiale Indoor e ora che vi partecipo non ci credo ancora”.  


Cosa ti fa più effetto? 


“Correre con i piloti che guardavo su YouTube”.  


Chi è il tuo modello? 


“Bou.

Ma non perché è il numero 1, ma perché mi sono sempre rivisto in lui tecnicamente”.

  


 
Nelle ultime gare della stagione 2025 hai vinto tutto in Italia: come te lo spieghi? 


“È finito il periodo difficile della mia vita, cioè… la scuola. Mi sono diplomato in informatica, ho preso la patente: posso muovermi in autonomia e questo mi ha dato ulteriore carica”.  


Quanto ti alleni? 


“Quasi tutti i giorni in moto, un paio d’ore, oltre all’attività in palestra”.
  


Come preferisci la moto? 


“Con un motore corposo ai bassi regimi ma non “on-off”, un ammortizzatore abbastanza rigido e un comando del gas molto rapido per far sì che possa ruotarlo completamente prima dei muri più alti e nelle salite”.  


Non ti fermi mai e da qualche mese stai facendo il pendolare tra Piemonte e Alto-Adige.  


“Sì, da quando sono fidanzato con Laia Pichler (tricolore 2025 Femminile B e quarta nel Nazioni Challenge, nde) quando possibile ci vediamo al di fuori delle gare.

Ci alterniamo, ma quando vado da lei mi rilasso completamente oltre ad allenarmi seguito da suo padre Richard.

Pretendo molto da me stesso e quando sono in Alto-Adige mi rigenero”.  


Quali sono gli obiettivi per il futuro?
 


“Mi do un po’ di tempo ma mi piacerebbe arrivare al livello di Bou, magari cercare di batterlo e, so che appare incredibile, vincere un Mondiale con Toni ancora in attività”.