Due chiacchiere con.. Joan Pons. La Gas Gas 320 prototipo 1994

Due chiacchiere con.. Joan Pons. La Gas Gas 320 prototipo 1994

7 Gennaio 2026 0 Di infotrial2020

Gli anni 90 sono stati un decennio molto caldo per il trial.

Un periodo nel quale sono state introdotte moltissime soluzioni che ritroviamo ancora oggi nelle nostre moto.

Ricordiamo ad esempio la Beta Zero, la frizione idraulica della Gas Gas, la doppia mappatura sulle Montesa 314 e quel capolavoro della tecnica chiamata Montesa 315.

Si iniziò a riaumentare la cilindrata per riuscire a superare ostacoli sempre più grandi.

Ed in questo “Due chiacchiere con…” ripercorriamo la storia di una moto di cui poco si è parlato e poco si sa.

La Gas Gas 320 1994 di Joan Pons pilota che, due anni prima vinse il titolo europeo, primo torneo continentale dell’era moderna (nel 1974 si svolse l’ultima edizione dell’europeo e nell’anno successivo diventò campionato del mondo).

“Un giorno mi stavo allenando in moto con Claudi Obrador che allora faceva il meccanico da -Motos Rigau-.

Era dicembre 1993 e lavoravamo per la stagione successiva dove Josep Rigau, titolare di quell’officina mi avrebbe seguito nel mondiale, annata dove poi conclusi terzo.

In quell’inizio del 1994 eravamo in una zona dove c’era un fiume con delle salite e io mi lamentavo che mi mancava sempre potenza.

Si perché mi piacciono e mi piacevano le moto con tanto motore.

In Gas Gas oltre alla 250 c’era già una versione con cilindrata maggiorata a 320 cc ma aveva il pacco lamellare sul cilindro, un telaio non ultima versione e non mi piaceva.

Jordi Tarres, invece, aveva un prototipo di 270 cc.

Così il lunedì abbiamo chiamato Paxau, allora tecnico Gas Gas, e gli abbiamo chiesto se potevo avere la 270.

Facemmo un po’ di pressioni ma Jordi, che aveva sviluppato la versione maggiorata, non voleva che altri piloti l’avessero.

Un po’ lo capisco ma era anche qualcosa che sarebbe stato poi trasferita sulla moto di serie.

Il modello 1995

A quel punto Claudi pensò di mettere un motore 320 sul basamento del 250 per poter sfruttare anche il nuovo telaio.

il cilindro 320 montato sul basamento del 250

Ne abbiamo parlato con Paxau e lui ha risposto che avremmo fatto una versione 320 cc. Mancava un mese e mezzo all’indoor di Barcellona e la moto era ancora un’idea.

In soli 15 giorni Paxau prese un cilindro 320 chiuse tutti i condotti di aspirazione, tagliò l’ingresso del pacco lamellare e a mano fece tutti i travasi nuovi.

Montò tutto sul basamento 250 con aspirazione nel carter e andammo a provare la moto vicino a dove abito attualmente con Pibernat, uno dei due fondatori di Gas Gas, Rigau e Paxau.

Claudi Obrador, invece, in quel lasso di tempo aveva accettato l’offerta di Colomer di lavorare con lui ed era passato a Beta.

Quel prototipo Gas Gas era una moto con plastiche tutte bianche e come la provai dissi che quella era la moto che volevo usare a Barcellona.

Mi diedero l’ok ma solo dopo averla usata qualche giorno per verificare che non si rompesse. La moto funzionò e così la prepararono graficamente per l’indoor di Barcellona.

Paxau in sole due settimane aveva creato un prototipo funzionante e in venti giorni l’aveva resa performante.

Pensandoci oggi fa sorridere il fatto che la 320 lamellare nel carter nacque perché Jordi non voleva che si usasse la 270.

Quella moto l’ho ancora a casa e diventò rossa a livello di plastiche nella sua versione definitiva. Poi nel 1995 fu introdotta di serie la 320 con plastiche bianche.

Gas Gas propose così la JT25 my ‘95, che era l’acronimo di Jordi Tarres 250, e la JT32 che, però, doveva chiamarsi JP32 in onore del mio terzo posto nel mondiale.”

Le schede tecniche della 250 e della 320

Una moto poco conosciuta ma che, osservata nei video di allora ed oggi pubblicati su youtube, forniva una grande coppia e potenza che permetteva a Pons di guidare al meglio tanto da conquistare il pettorale numero 3 al termine di quel magico 1994.

Il miglior risultato di sempre nel mondiale da parte del pilota di Olot.