Due chiacchiere con…Alessia Bacchetta, Andrea Sofia Rabino e Martina Gallieni. Campionesse del Mondo a squadre.
12 Gennaio 2026
Un calcio deciso al pedale di avviamento ed il motore prende vita.
La mano sfiora l’acceleratore e ruotando il polso da qualche leggera sgasata, la stessa mano che, dopo un battito di ciglia, è già impegnata a stringere il laccetto di sicurezza che, in caso di caduta, attiva il sistema di spegnimento.
Ultimi movimenti prima di entrare nella zona 15, quella che chiuderà il Trofeo delle Nazioni 2025 di Tolmezzo, intorno alla quale si è radunato tutto il pubblico per godersi gli ultimi istanti di gara.

Una prova particolare in quanto la sua conformazione ad anfiteatro permette di osservare alla perfezione il pilota dovunque ci si trovi.
Il pubblico è in silenzio e solo la voce dello speaker interrompe quella situazione quasi surreale.
Nella tua mente si alternano emozioni perché sai che fai parte di un gruppo che è riuscito a risalire dal terzo posto al primo, a pari punti con la Spagna.
Non hai alternative devi fare zero per poter tenere aperti i giochi perché, anche solo un piede, renderebbe vano tutto.
E’ il momento di entrare in zona, tiri la frizione, inserisci la marcia e parti.

Quel tratto tra il cartello IN e quello FIN sembra interminabile e, dopo di te, lo sarà anche per le tue compagne.
La prima ad entrare è Martina Gallieni, poi è la volta di Alessia Bacchetta ed infine quella di Andrea Sofia Rabino.

Tutto va per il meglio ma, in virtù del 5 inviato per sbaglio dal timbratore della zona 12 al primo giro la situazione è di totale parità.

Le ragazze sia della Spagna che dell’Italia si lasciano andare ad abbracci liberatori ma, in sostanza, tutto è ancora da definire.
La Spagna può vantare un maggior numero di passaggi netti ma, alla zona 12 del primo giro, è segnato un 5 che in realtà è uno 0 come, peraltro, appuntato sulla tabella dell’Addetto Zona Trial.
L’Italia non è mai arrivata così vicino al titolo e le tre ragazze si lasciano andare ad abbracci tra di loro e con lo staff FMI.

Tutto però è ancora da decidere perché nel paddock ci si è già attivati per inoltrare “un protesto” in merito al 5 della portacolori della Beta.
Fabio Lenzi, delegato FMI, presenta ufficialmente il reclamo al Referee FIM David Rodgers motivandolo come un errore nel sistema elettronico delle classifiche.
Dopo l’analisi dei dati il protesto viene rigettato da Rodgers in quanto non è stato riscontrato un malfunzionamento del sistema elettronico delle classifiche.
Tutto questo mentre nella piazza principale di Tolmezzo tutto il pubblico ed i piloti sono radunati in attesa delle premiazioni.
Le ragazze italiane sperano che tutto si risolva per il meglio ma, quando vengono chiamate sul palco come seconde l’amarezza è tanta per quella storica vittoria mancata.
Segue un appello alla FIM con un’udienza dove l’avvocato Matteo Benciolini presenta ricorso in merito alla decisione di Tolmezzo.
In Svizzera viene riconosciuto in poche parole che: “fino a prova contraria la decisione dell’azt è uno stato di fatto anche a livello regolamentare nel mondiale”.
L’Italia quindi conquista il titolo iridato, il primo della storia femminile che, insieme a quello maschile di Tampere 1987 e ai Challenge vinti nel 2022 e 2024 ci permette di essere l’unica nazione ad aver vinto in tutte e tre le classi.

Un’emozione che le tre protagoniste hanno così commentato partendo da Martina Gallieni che, addirittura, nel 2019 dovette rinunciare al TDN per via di un infortunio a poche ore dalla gara di Ibiza:
“E’ sempre bellissimo correre in Italia e specialmente nel Trial delle Nazioni.
Per me è stata la seconda volta dopo il 2022 quando gareggiammo a Monza.
Essere supportata dagli appassionati con cui ti trovi alle gare nazionali e regionali ti trasmette una grandissima carica.
Ti rendi conto che quella gara non è solo per te ma anche per le tue compagne, la squadra, i minder, FMI e per tutti gli appassionati italiani.
Durante la gara l’emozione è tata così così forte che, dopo aver superato le Spagnole, in una zona mi ero presa un grandissimo rischio per evitare un piede e come sono uscita sono scoppiata a piangere dalla tensione.
Avevamo percepito che il ricorso non era andato bene ma, ricordo perfettamente, che sia noi che la squadra spagnola ci guardavamo in silenzio con gli occhi che parlavano per noi dicendo: -saremo noi o voi ad essere chiamate sul primo gradino del podio?-0
E quando siamo salite sul secondo gradino del podio abbiamo accettato il verdetto, anche se profondamente rammaricate, legato ad una situazione che non dipendeva da noi.
Dopo la sentenza, invece, abbiamo ricevuto una videochiamata alla quale hanno partecipato l’Avvocato Benciolini, il coordinatore trial Damiano Cavaglieri e Fabio Lenzi dove hanno presentato come si era svolta l’udienza e, vedendo le facce di loro tre immaginavo che fosse andata male.
Invece quando ci hanno detto il verdetto l’emozione ha preso il sopravvento.
Per ora con Alessia ed Andrea Sofia Rabino non ci siamo ancora viste e solo allora realizzeremo che siamo Campionesse del Mondo (intervista fatta prima del mondiale indoor di ponte di legno (NDA).”

E’ la volta di Andrea Sofia Rabino, numero 2 al mondo e oro nella Women 2 nel 2021.
“Correre in Italia è meraviglioso ed il pubblico ti dà una carica incredibile.
Avevamo fatto un lavoro grandissimo con le ragazze, con i minder e con tutto lo staff FMI e sapevamo che avevamo meritato quel titolo.
Per questo vederci sul secondo gradino del podio ci ha rammaricato moltissimo.
Quando, invece, siamo diventate Campionesse del Mondo è stato bellissimo e dobbiamo ringraziare chi ha sostenuto la causa e ha creduto fino in fondo nell’annullamento di quel 5.”

Alessia Bacchetta, iridata nel Challenge di Monza 2022, da tre anni è entrata a far parte del terzetto delle ragazze nel Nazioni:
“Vestire la Maglia azzurra è sempre un grande onore.
Poter correre in casa è una sensazione incredibile, il tifo si avverte moltissimo.
Essere chiamate come seconde ci ha rammaricato perché il sogno si era volatilizzato in un secondo!
Sapevamo però che la nostra federazione aveva creduto molto in noi e che avrebbe perorato la nostra causa.
Durante la videochiamata dopo l’udienza, vedendo le facce serie dell’avvocato, Cavaglieri e Lenzi mi ero rassegnata poi, quando alla fine hanno espresso il verdetto sono esplosa a piangere.
Ed ancora oggi non ci credo!
Con Martina ed Andrea Sofia, ma in generale con il trial rosa italiano stiamo scrivendo ogni anno pagine di storia del trial e sono veramente contenta di essere una delle protagoniste.”
Il nazioni in Italia ti ha portato due ori!
“Sì devo ammettere che il Nazioni in Italia mi porta fortuna!”

Una metamorfosi, quello del Trial rosa tricolore, che in pochi anni è passato da comparsa a protagonista, una situazione che ricorda il passaggio da crisalide a farfalla.
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