Le moto del mondiale 2026.La Honda RTL Elettrica
5 Agosto 2026
Secondo anno di gare per la Honda RTL ELECTRIC con salto nella top class dopo un 2025 nel quale, sempre con Miquel Gelabert come pilota, la casa giapponese ha lottato per il titolo nella TRIAL2.
Un mezzo che il designer Kazuhiro Kudo aveva così definito enfatizzando tre punti: bellezza funzionale, “attività del pilota” e texture dei materiali.
Interventi al telaio ed al motore e batterie, con collaborazioni con Brose, TDK e Ampace per le batterie, sono solo alcune delle novità del modello che ha debuttato nell’X Trial di Barcellona.

La batteria, inedita e più compatta, è ubicata nella parte anteriore della moto ed è sostituibile in meno di pochissimi minuti.
E a differenza del modello 2025 (a sx) il telaio presenta una bretella inedita (a dx il modello 2026) con nuovi attacchi e piastra paramotore più curva nella parte anteriore.
Inoltre il coperchio del motore sul lato sinistro è diverso rispetto al modello della scorsa stagione.


Abbondano i particolari ricavati dal pieno e viti in titanio utili ad abbassare al limite minimo FIM il peso della moto.
La durata con un uso intenso è di oltre un’ora e mezza ma, per precauzione, viene sostituita ogni giro.
Tutti i cablaggi sono ubicati nella zona dove, sulla 4RT trova posto il serbatoio mentre in quella della cassa filtro è posizionata la parte elettronica.
Il pilota ha a disposizione diverse mappe selezionabili attraverso un pulsante posizionato a fianco al comando gas, che in questo caso rispetto al modello 2025 (a sinistra), ha il filo ed un comando gas Domino al posto di quello elettronico.


In ogni gara vi sono due tecnici informatici che, da pc, verificano ogni dato raccolto.
Le piastre forcella sono ricavate dal pieno e presentano lavorazioni atte a ridurre il peso e quella superiore è diversa rispetto a dodici mesi fa.

Nulla è trapelato sul propulsore completamente ricavato dal pieno.


Il pignone è lo stesso della Montesa 4RT mentre per la corona la scelta varia, a seconda del terreno di gara tra i 36 e 39 denti.

L’impianto frenate anteriore presenta una pinza a quattro pistoncini scomponibile, chiusa superiormente con un adesivo anticalore per evitare che entri lo sporco, con pompa Nissin che “mordono” pastiglie (versione oro) e dischi Galfer.
All’anteriore troviamo il nuovo disco Galfer prototipo con fori al posto delle asole dei modelli standard.

La pinza freno posteriore è Braktec ricavata dal pieno ed ha pompa con serbatoio olio separato.
La frizione è quella delle versioni ufficiali Montesa-Honda ed utilizza una pompa grande Braktec (ex AJP).
La forcella Showa presenta foderi ricavati dal pieno come quella di Bou, Marcelli e Canales.

Il mono è uno Showa ufficiale.
I supporti pedana sono ricavati dal pieno.
Le ruote presentano mozzi con cuscinetti della NTN ad alte prestazioni.

Le pedane sono in titanio ei i supporti ricavati dal pieno.

Lateralmente nella “cassa filtro” sono posizionati adesivi con bolle atte a dare un maggior grip e feeling.
Il manubrio e le manopole sono Renthal
Per gli pneumatici la scelta è Michelin X Light anteriore e X11 al posteriore.
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