Due parole con..Joan Pons. L’ultima vittoria, la Scottish ed un pianto liberatorio
13 Agosto 2026
Joan Pons è stato l’unico pilota a vincere la Sei Giorni di Scozia da debuttante e, inoltre, l’ultimo centauro non britannico a conquistarla prima della vittoria di Adam Raga del Maggio scorso.
Gli abbiamo chiesto cos’ha provato quel sabato di maggio del 2003.
“La gara era finita da poche ore, i risultati però non erano ancora stati resi ufficiali e non sapevo se avevo realmente vinto o meno la sei giorni di scozia.
Mi resi conto però che la vittoria della Scottish avrebbe coronato un’intera carriera.
Avevo dato tanto per il trial ma non ero riuscito a raccogliere quanto avevo seminato.
Quella sera a Fort William pensavo che quel successo avrebbe riempito quella mancanza.
Ero in camera sotto la doccia e piangevo.
Piangevo come fa un bambino perché sapevo che quella vittoria sarebbe stata l’ultima.
Sapevo che dopo quel successo non ci sarebbe stato più nulla perché avevo vinto la gara più importante di trial.
In quel momento stava uscendo tutta la tensione di sei giorni di gara, il partire senza alcuna aspettativa e ritrovarsi leader.
Un’avventura nata per caso a metà Aprile quando Josep Rovira Paxau, tecnico Sherco, non potendo correre la Scottish Six Days Trials, mi cedette il suo posto.
Iniziai senza alcuna velleità di classifica ed il primo giorno ero sedicesimo, successivamente migliorai e prima della giornata conclusiva mi ritrovai leader con un punto di vantaggio.
Nel day 6, però, partivo tra i primi e ciò significava affrontare le zone ancora molto viscide.
Ricordo ancora quando Andreu Codina, uno dei titolari di Sherco, mi disse: -Ok Joan, hai fatto tantissimo ma oggi è impossibile che riesci a vincere-
Ma mentre andavamo a Fort William mi disse anche: -Se vinci la SSDT, ti regalo la moto o 3000 euro-
Partii determinato e al sabato sera salii sul gradino più alto del podio scegliendo i soldi…
A distanza di anni i soldi li ho spesi ma ripensandoci avrei dovuto tenere la moto!”

Non capivo più nulla ma ero cosciente che quella sarebbe stata l’ultima vittoria, inoltre ero già in una fase non più professionistica ed quanto avevo iniziato con le scuole trial e con altre attività legate al trial.”

Un’emozione che Joan ha rivissuto anche in una competizione altrettanto difficile, questa volta di mountainbike, sua grande passione, la Iron Bike.
“La stessa cosa mi è successa all’Iron bike dove ho vinto nella classe Master.
Per questa gara però avevo lavorato un anno per prepararmi ed ho concluso al terzo posto assoluto, davanti ad un fortissimo biker più giovane di me.”
Emozione indelebile quella della SSDT che ancora oggi, a distanza di due decenni, quando viene raccontata da Joan gli fa tremare la voce.
Perché il tempo cancella tante cose ma nulla può contro le emozioni più che rimangono vive nella nostra mente e, quando vengono rispolverate, contengono ancora colori e profumi di quegli istanti.





