Aneddoti e curiosità del Trial, raccontati da un tecnico

Aneddoti e curiosità del Trial, raccontati da un tecnico

26 Agosto 2020 4 Di infotrial2020

Anni di gare permettono di vivere storie incredibili.

In questo articolo presentiamo aneddoti raccontati da Fabio Viscardi, tecnico che da quarant’anni segue le competizioni.

La Scottish

Parte da qui una serie di storie curiose.

La moto da trial da 160 km/h

“Andreu Codina si presentò alla Scottish con una moto dotata di un cambio speciale con sesta da 160 all’ora.

Una soluzione che permetteva di recuperare tempo nei tratti asfaltati e negli sterrati veloci.

Molta curiosità per questa soluzione che dopo due giorni si rivelò un flop, infatti il cambio si ruppe.”

Allunga i rapporti per guadagnare tempo in trasferimento…un dente in piu? Fai tre…

“Carlo Franco con la Beta TR34 nel 1988 si presento a Fort William con un pignone da 13 denti al posto di quello da dieci.

In quegli anni lavoravo per Beta e gli consigliai di adottare una soluzione meno estrema.

Solo al sesto giorno si convinse a montarne uno più piccolo e vinse la giornata.”

Quanto è difficile sostituire la gomma

“Alla Scottish bisogna arrangiarsi nelle operazioni di manutenzione.

Bilbao faticava a cambiare la gomma anteriore.

Essendo un pilota di classifica quando lavorava sulla moto nel paddock era sorvegliato a vista dal Marshall.

In un momento di distrazione del Marshall abbiamo buttato la moto sul furgone e abbiamo cambiato la gomma.”

Incomprensioni linguistiche pre parata alla Scottish

“Nel 1984 Thierry Michaud correva con il Fantic 300.

Prima della parata prova la moto, ritorna al camion assistenza e dice…

-Avete controllato la ragione?-

Per un po’ ci siamo guardati per capire cosa voleva dirci…siamo lì a pensare con gli altri colleghi dell’assistenza e lui si spazientisce…

-La ragione, la ragione!-

Prende i raggi e dice:-La ragione!-

La cassa filtro difettosa

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“Donato Miglio partecipò alla prima Scottish con la Montesa 330 due ammortizzatori.

Una performance notevole per Donato che riuscì a conquistare il titolo di best new commer (miglior debuttante).

Ma quell’anno faticò non poco, perché durante la gara la moto si grippo’ numerose volte, tornati a casa si scoprì che il tutto era legato ad una cassa filtro difettosa.”

Restii alle novità

“Nel 1985 la Fantic presento la 301 con freno a disco anteriore.

Questa soluzione non soddisfava Thierry Michaud che usava il tamburo davanti perche il disco non frenava bene.

Poi arrivarono le pastiglie giuste ed il problema fu risolto.

Inoltre la paura dei piloti era che il disco si poteva piegare in caso di urti, quindi meglio il tamburo.”

Tarres e l’impianto di scarico

Questa storia l’abbiamo sentita raccontare dal sette iridato in una cena. Durante la serata Jordi rimproverava (ridendo) Viscardi di non averlo ascoltato quando fu sostituito l’impianto di scarico nella sua Beta TR34.

Tarres infatti indicava nell’impianto di scarico standard il peggior funzionamento della sua Beta nel 1988, anno in cui fu utilizzato lo scarico standard al posto di quello speciale del 1987.

Nel 1989 con il prototipo della Zero Jordi riottenne ed utilizzò fino al 1992 un silenziatore differente rispetto a quelli di serie e conquistò tre titoli consecutivi!

Abbondare è meglio che deficere

“Nel 1988 Beta iniziò a lavorare su in progetto nuovo, quello della moto con telaio in alluminio.

La paura che potesse rompersi portò verso un dimensionamento abbondante della struttura.

Infatti nei test di carico si scoprì che il telaio della Zero reggeva 25 quintali, fino a questo valore si allungava, ritornava nella forma originale e non rompeva!”

Frizione idraulica, il primo prototipo

“La Gas Gas lanciò la frizione con comando idraulico in sostituzione di quello a cavo.

Per questo in Beta iniziammo subito a lavorare per montarla anche sulla Zero dei piloti ufficiali.

Così prendemmo una pinza freno, la tagliammo in metà, saldammo i supporti per fissarla al motore e il primo pistone utilizzato fu quello da 26 mm di quella pinza.”

La curiosità del pilota ed il furto

“Le prime Zero con la frizione idraulica furono affidate a Takumi Narita e Marc Colomer, i due piloti ufficiali, mentre gli altri piloti continuarono ad utilizzare quella con comando a cavo.”

Di ritorno dal mondiale in Inghilterra Viscardi non riusciva a portare tutte le moto in Italia.

Così lasciò la moto di Narita in Inghilterra.

Un’occasione per provare la nuova frizione che Dougie Lampkin non si lasciò scappare.

Viscardi racconta a riguardo.

“Arrivato in Beta a Rignano sull’Arno, mi dissero che a Lampkin  avevano rubato le moto che usava…

In sostituzione gli fu affidata quella di Narita che aveva in Inghilterra…”

Una scelta “obbligata” che gli fruttò il titolo europeo contro Dario Re delle Gandine.

Per la cronaca le moto scomparse riapparvero.

Il debutto della Beta Techno

Nell’estate del 1993 a Foppolo fu portata in gara da Marc Colomer il prototipo della Beta Techno, una moto completamente nuova.

Un netto taglio con il passato che nasconde qualche aneddoto.

“Per il gp d’Italia del 1993 Beta voleva fare debuttare la Techno.

La notizia girò velocemente in Val Brembana e tra gli appassionati.

Avevamo 5 motori a disposizione montati a rotazione sulle 2 moto prototipo.

Tutto funzionava bene ma presentava un difetto all’ingranaggio della messa in moto che si rompeva.

Pochi giorni prima ci trovammo con tutti i motori che avevano l’ingranaggio della messa in moto ko.

La soluzione per evitare il problema fu trovata lasciando per tutta la gara la moto sempre accesa!”

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