La scelta giusta.Quel giorno in cui Matteo Grattarola indossò la tuta di pelle ed andò molto forte.

La scelta giusta.Quel giorno in cui Matteo Grattarola indossò la tuta di pelle ed andò molto forte.

26 Febbraio 2024 0 Di infotrial2020

E’ il tuo primo test e, dopo esserti fermato ai box, sei ripartito per il secondo turno di giri cronometrati.

Ti hanno appena detto che non stai girando male ed allora vuoi dimostrare che puoi migliorare ancora.

Hai appena iniziato il rettilineo, il polso destro ha ruotato la manopola del gas fino al fine corsa, ti sei raccolto per migliorare l’aerodinamica, il casco è schiacciato sul serbatoio e, oltre al rumore del tuo motore, senti anche quello di chi ti è alle spalle.

Il tuo giro lanciato prosegue ma, inserendoti in un lungo curvone, ti accorgi che hai innestato una marcia troppo lunga e, mentre vedi la ruota anteriore di chi era alle tue spalle a fianco del tuo ginocchio, pensi: “Ora mi sorpassa!”

Butti giù una marcia, tieni il gas spalancato, lo pneumatico posteriore prende di colpo grip e vieni proiettato in avanti mentre tu e l’altro pilota rotolate nella via di fuga.

“Ok ma intanto non mi ha passato!”

Italiano Magreglio 2003

Racconta così la sua esperienza di un test in pista Matteo Grattarola, 14 volte campione italiano outdoor, due volte iridato Trial 2 e protagonista della Trial Gp.

Una giornata a Valencia con una 125 utilizzata nel campionato europeo che si concluse con uno scafoide rotto.

Ma come nacque quel test?

“Fu Piermario Donadoni, amministratore delegato della Metis, ad invitarmi a Valencia.

Così mi organizzai per andare in Spagna, mentre la Dainese, su richiesta di Donadoni, mi fornì tutto il vestiario.

Ad affiancarmi fu Luca Boscoscuro che, insieme ai tecnici, mi spiegarono come si guidava una moto in pista.

Non avevo nessuna esperienza nemmeno in strada perché, sinceramente, le moto carenate su strade aperte al pubblico mi facevano paura.

Così, dopo qualche giro per prendere confidenza, ed aver richiesto solo di avere il cambio con la prima in basso e le altre marce in alto, iniziai ad inanellare giri e quando tornai ai box mi dissero che stavo andando bene… poi rientrai galvanizzato e mi sdraiai.”

Italiano 2014

Fu l’unico test?

“Sì, perché erano gli anni nei quali iniziai ad andare bene con il trial e, anche se mi chiamarono successivamente per provare a correre, scelsi di continuare con il trial.”

Matteo Grattarola è ormai un trialista affermato e conosciuto; ma come nacque la tua passione per le due ruote?

“Quando andavo ancora all’asilo il mio vicino di casa Gianvittorio Malugani aveva un’officina dove sistemava anche moto da trial.

Mi ricordo che in vetrina avevano una Yamaha PW e tutti i giorni dopo l’asilo passavo a guardare quella moto.

Così un giorno, stufo di vedermi in officina, Gianvittorio mi disse: Portala a casa che non ti sopporto più! Tutti i giorni sei a qui a vederla! Usala e quando sarai grande me la riporterai!

Quella moto la utilizzai inizialmente anche per andare e tornare dall’asilo.

Ricordo che mia mamma o mio padre mi correvano dietro per cercare di starmi dietro!

Poi, un giorno, mi sono schiantato contro un muro e divenne inutilizzabile.

Passò un po’ di tempo, Gianvittorio era venuto a mancare, ed un giorno consegnai il PW ad una persona per ripararla.

Purtroppo fu l’ultima volta che la vidi perché andò persa.

Il primo trial fu un Fantic monomarcia, poi un Beta, sempre monomarcia, poi una Techno 50 e, insieme a mio cugino Pep Ciresa e a Pietro Agostoni (entrambi piloti di livello nel campionato italiano), mi allenavo.

Devo però dire che a mettermi su una moto da trial fu Beppe Arrigoni che mi seguì con molta pazienza sia in allenamento che nelle prime gare.”

Italiano 2017 Spoleto

Ma hai avuto anche una breve esperienza a 4 ruote da bambino.

“Babbo Natale mi portò un Go kart ma poi, oltre ad essere costoso, i miei genitori dovevano fare delle trasferte per portarmi in pista e quindi scelsi la moto.”

Torniamo a quel test in pista. Potevi essere un avversario del tuo amico Danilo Petrucci.

“Tutto è nato ai tempi del minitrial.

Entrambi correvamo con le monomarcia e legai subito sia con Danilo che con suo papà.

Poi, successivamente, un anno corsi nel minicross con una Honda 85, che mi fu prestata da Alfredo Ciresa di HM per il quale facevo il tester e le foto per i cataloghi delle moto da bambino, e così ritrovai Danilo nei crossodromi.

Dopo quell’esperienza ritornai al trial ed un giorno ci ritrovammo in un raduno delle Fiamme Oro e da allora capita di sentirci e, raramente, vedersi.”

Matteo con Toni Bou e Busto durante le verifiche della zone a Nizza 2022

Tra i tuoi amici c’è anche Toni Bou con il quale hai condiviso lunghi periodi di allenamento.

“E’ nato tutto nel 2011 sui campi gara quando parlando con Toni gli dissi che mi sarebbe piaciuto allenarmi in Spagna.

Lui mi rispose: -Gratta ma allora perché non vieni ad allenarti? Ti lascio il mio numero.-

Un giorno lo chiamai e prima di partire gli mandai un messaggio al quale mi rispose con l’indirizzo di casa sua.

Avevo cercato un albergo ma quando arrivai mi disse che potevo rimanere da lui e condividemmo quell’appartamento per venti giorni e da allora sono tornato tutti gli anni.

Essendo amici capita che ci sentiamo per confrontarci, o chiedere consigli l’uno all’altro, ci divertiamo a guardare le partite di calcio, in particolare quelle del Barcellona e del Milan, oltre a sfidarci alla Playstation.

Ricordo che quando si fidanzò con Esther andavo da loro e, sentendomi in debito con lui, ero disponibile ad aiutarlo a fare qualunque cosa: dalle pulizie di casa a qualunque altra cosa che mi permettesse di sdebitarmi della sua ospitalità.”

Quali i piloti a cui ti ispiravi da piccolo?

“Da piccolo ho consumato le videocassette della Mondocorse, stravedevo per Dougie Lampkin che guidava la Beta Techno del 1997 e quando partivo per andarmi ad allenare ero bello carico.”

Con Martina ed Achille festeggia il titolo italiano 2023

Com’è la giornata tipo di Matteo Grattarola?

“Mi sveglio alle 7:30, accompagno mio figlio Achille all’asilo (nel mentre, ridendo, la compagna Martina risponde che il più delle volta va lei), poi alle 9:30 iniziamo l’allenamento con Angelo Colombo, il mio seguidores, e proseguiamo fino all’ora di pranzo.

Nel pomeriggio decidiamo se proseguire con un po’ di zone indoor, o outdoor in caso la mattinata sia trascorsa su ostacoli artificiali, ma se l’allenamento è andato bene torniamo a casa.

Nel periodo estivo, invece, dopo l’allenamento usciamo in bici.”

Festeggiamenti con il Team Gas Gas per il titolo tricolore 2017

Nel 2018 sei passato dalla Gas Gas a 2 tempi alla Montesa 4T e contemporaneamente dalla Trial Gp hai corso nella Trial 2.Una scelta coraggiosa e rischiosa perché eri obbligato a vincere.

“E stata una scommessa per tutti!

Mi trovavo bene con il team di Claudio Favro ma cercavo nuovi stimoli.

All’indoor di Marradi 2017 parlando con Gino Sembenini gli dissi che mi sarebbe piaciuto correre con una Montesa.

Campione del Mondo 2018

Qualche tempo dopo ricevetti una telefonata di Gino e, con un po’ di paura, visto che sembrava che tecnicamente il 4T non fosse a livello della concorrenza, accettai.

In gara a Pietramurata nel mondiale 2018

E nel 2018 vinsi l’europeo, l’italiano indoor, outdoor ed il titolo nella Trial 2.”

Festeggiamenti per il mondiale 2018

Nel 2019 hai concluso alle spalle di Marcelli.

“Nel mondiale 2019 non andai benissimo in Portogallo ed in Francia così persi punti importanti e Marcelli vinse il titolo.

Ultima zona del mondiale 2020 a Lazzate.Campione del mondo per la seconda volta

E nel 2020, un altro passaggio importante quello del ritorno al 2 tempi ed il secondo titolo.

“Già alla fine del 2018 con il Team Sembenini pensavamo di passare in Trial Gp e chiedemmo una moto simile a quella ufficiale.

Ma il progetto non andò in porto e continuai nella Trial 2.

Sapendo che per correre in Trial Gp serviva una moto con un propulsore simile a quello ufficiale ci rendemmo conto che non avremmo potuto ottenere quanto ci aspettavamo, così passai alla Beta con la quale corsi la terza stagione in Trial 2 e conquistai il titolo a Lazzate.”

Lazzate 2020 Mondiale

E nel 2021 il ritorno in pompa magna in Trial Gp. Cos’è cambiato dal 2017 al 2021?

“Allenandomi avevo visto che non ero lontano dai piloti della Gp così con il team decidemmo di provarci e chiusi al quarto posto.”

Ultima zona Ponte di Legno Mondiale 2022

Ponte di Legno 2022. Cosa ti ricordi di quel weekend?

“Me la sono tatuata quella data!

Mai avrei pensato di poter vincere a 35 anni una gara del mondiale!

Festeggiamenti per la vittoria a Ponte di Legno

Durante la stagione avevo ottenuto dei podi ed in Germania ero arrivato vicinissimo al successo e a Ponte di Legno andai fortissimo in entrambe le giornate.”

Mondiale Sestriere 2023

No stop o trial con lo stop?

“Tutto va bene per noi piloti ma credo che la soluzione migliore sia quella del tempo massimo per terminare la zona permettendo al pilota di fermarsi.

Inserendo un sistema che scandisce il tempo, con un display visibile a tutti per esempio, sarebbe anche più semplice il lavoro del giudice di zona.”

Mondiale San Marino 2023

Quali caratteristiche deve avere la tua moto? Anni fa in un’intervista  avevi detto di usare un ammortizzatore con tarature che andavano bene solo a te. E’ ancora così?

“Ogni pilota ha le sue esigenze.

Mi piace un motore che fornisca una grande coppia in basso e che sia facile.

Capita che chi la provi rimanga stupito di quest’ultima caratteristica.”

Che moto vorresti avere in una tua collezione?

“Ho appesa in casa la Montesa con cui ho vinto il titolo, poi mi piacerebbe avere la Beta ed infine la Gas Gas 2017, quella dell’ultimo titolo.

La GG l’ha Andrea Tron (storico tecnico ed amico di Grattarola, ndr), ma non me la vuole vendere!

E pensare che la usa per andare in giro insieme ai figli e a me non la lascia! (e ride).”

Hai corso anche il Trial Costa Brava. Una gara dedicata alle moto d’epoca. Ti vedremo nuovamente alla guida di mezzi a due ammortizzatori?

“Sono eventi ai quali si partecipa più per divertirsi e svagarsi con gli amici e, molte volte, nascono pochi giorni prima della gara.”

Andrea Petrella, Fabrizio Moretto, Zep Ciresa, Matteo Poli ed Angelo Colombo ti hanno seguito nella tua carriera. Descrivimeli.

“Con Andrea sono cresciuto molto, ha aiutato anche molti giovani, ed ho vinto i primi titoli.

Fabrizio, invece, mi seguiva solo in gara ed ancora oggi abbiamo un bellissimo rapporto.

Con mio cugino Zep mi allenavo, mi seguiva in gara ed anche lui mi ha aiutato molto.

Con Matteo abbiamo condiviso due stagioni di gare, viveva qui da me, ed eravamo insieme 24h su 24.

Angelo è al mio fianco dal 2018.

All’inizio lavorava nell’azienda del padre e mi seguiva poi, un paio d’anni fa, in accordo con la sua famiglia, ha scelto di seguirmi a tempo pieno.”

Recentemente ti abbiamo visto seguire e dispensare consigli ad un gruppo di ragazzini\e durante il Beta Day, vedremo in futuro una Grattarola School?

“Mi piacerebbe.

Adam Raga, ad esempio, ha fatto un bellissimo lavoro e, quando smetterò, mi piacerebbe aiutare i giovani per crescere.

Vedrei, però, più una Grattarola – Colombo Trial School perché mi piacerebbe continuare il cammino con Angelo.”

E tuo figlio Achille, ti piacerebbe se seguisse le tue orme?

“Sarebbe bello se giocasse a tennis e diventasse bravo come Sinner!

L’importante è che trovi la sua strada ed è quello che conta!”

Infine chi devi ringraziare?

“I miei genitori, la mia fidanzata Martina, che spesso rimane a casa da sola con Achille, chi mi ha sostenuto a partire da Beppe Arrigoni fino ad oggi, Angelo Colombo e sua moglie Sara Cedro, il Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, il Team Beta.”

Oltre vent’anni di successi che potevano essere divisi tra trial e velocità?

Una domanda alla quale non avremo mai risposta.

L’unica cosa che sappiamo è che quel giorno il trialista Matteo Grattarola andò forte anche tra i cordoli.

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